Ero da tempo desiderosa di visitare la “città ideale” immaginata da Leonardo Da Vinci, così ho colto l’occasione di partecipare ad una visita guidata. Era da anni che non andavo ad una visita guidata, mi ricordo solo di quando ero bambina che, tra uno sbadiglio e l’altro, ascoltavo la guida con poco entusiasmo.
Questa volta è stato ben diverso! Armata di zaino, macchina fotografica ed occhiali da sole mi sono avviata alla volta di Vigevano. Durante il viaggio acciaio e cemento erano solo un ricordo, c’erano solo strette strade che correvano lungo le risaie, popolate da aironi. Le stesse risaie che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
Con estrema puntualità, carica di energia, mi reco al punto di incontro in Piazza Ducale. Un delizioso salotto urbano dove niente sembra essere lasciato al caso, tutto perfettamente armonioso da non sembrare vero. Mi guardo intorno e noto subito un piccolo gruppo, ci presentiamo e da lì inizia la mia prima vera visita guidata.
Il percorso si è articolato in ordine cronologico partendo dal Castello Visconteo-Sforzesco, le Scuderie, il Maschio, la Falconeria, la Strada Coperta, la Piazza Ducale ed in ultimo, ma non meno importante la Cattedrale di Sant’Ambrogio e San Carlo.
Ho subito notato la dedizione e la forte passione della giuda nei confronti di questo territorio. Un racconto avvincente articolato da aneddoti e da curiosità.
Ma ripartiamo per gradi. Il castello, così come lo vediamo ancora oggi, è il risultato di lavori durati due secoli durante le dinastie milanesi dei Visconti e degli Sforza.
Nel complesso del Castello ciò che più mi ha affascinato sono state le Scuderie (vedi foto).

Direste mai che queste sono le scuderie?… e invece sì! Sono proprio le scuderie. A differenza di come tutti immaginiamo una stalla in legno con il fienile, esse sono realizzate con colonne di pietra, capitelli scolpiti e volte a crociera, simboli di prestigio. Ah dimenticavo…ne hanno addirittura costruite tre.
Il secondo luogo che mi ha lasciato un po’ con il fiato sospeso è stata la Strada Coperta. Prima di recarmici non riuscivo ad immaginare come potesse essere; il nome mi aveva suscitato dei dubbi che non riuscivo ancora a sciogliere. Ed eccoci finalmente alla strada coperta (vedi foto)

Voi avete mai visto una strada così? Io no di certo. Prima di tutto vorrei farvi notare le proporzioni gigantesche: è lunga 167 metri e larga 7 e grazie ad un recente restauro è completamente percorribile. Essa consentiva ai signori di Milano di entrare e uscire dal Castello senza essere visti dagli abitanti del borgo, e di fuggire in caso di pericolo.
Ed infine, la Piazza Ducale, grazie alla quale puoi pienamente comprendere perché si chiami “Città Ideale”. Un’enorme piazza, che sembra partire dalla Basilica, ma in realtà così non è…
Le persone che correvano nella piazza, le biciclette che scivolavano tra la gente, il suono delle campane ed i profumi che si incrociavano tra loro. Ed è proprio qui che il tempo si ferma tra le raffigurazioni e gli stemmi degli Sforza, la statua di San Giovanni Nepomuceno, con un alone di mistero e curiosità divertenti, tra le geometrie del Bramante e del genio di Leonardo.
In conclusione ho compreso che si tratta di un progetto architettonico e urbanistico perfetto; ogni elemento, dai portici, alle colonne e al selciato, è stato realizzato armonicamente. Ed è proprio per questo che Vigevano può veramente definirsi una “Città Ideale”.