LA VILLA
La Villa Reale fu costruita tra il 1777 e il 1780 in stile neoclassico per volere dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo (moglie beatrice d’este), Governatore Generale della Lombardia austriaca, e progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini. Oggi la Villa Reale è di proprietà congiunta del Comune di Monza, della Regione Lombardia e del Demanio dello Stato.
La visita guidata completa creata per gli adulti e per i bambini appartamenti privati, appartamenti reali, belvedere (La visita si conclude all’ultimo piano, con la vista emozionante sul magnifico parco, da cui l’appellativo di Belvedere) ed eventuali mostre.
IL PARCO
Il Parco di Monza, di enorme valore storico, naturalistico e artistico, è tra i parchi cintati più grandi d’Europa. All’interno dell’area si trovano edifici di notevole interesse, tra cui ville di delizia, numerose cascine dell’Ottocento, mulini lungo il Lambro, impianti sportivi oltre a meravigliosi prati e zone boschive (circa 700 ettari). è situato a nord della città, tra i comuni di Monza, Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono.
I GIARDINI REALI
L’intero complesso è circondato dai giardini, la cui superficie è di circa 40 ettari e costituiscono un patrimonio di inestimabile valore paesaggistico e storico. Furono i primi in Italia ad essere concepiti secondo le modalità tipologiche del giardino “all’inglese” con un’alternanza di macchie di alberi e di prati, con la presenza di grotte, specchi d’acqua, brevi cascate. La caratteristica che ha reso famosi i Giardini nel mondo è costituita dalla grande varietà di alberi ultrasecolari: i giganti verdi tra querce, cipressi, ippocastani, cedri del Libano, che per dimensioni o caratteristiche botaniche costituiscono un campionario impareggiabile. Il roseto presenta oltre 4000 mila varietà di rose, create da rosaisti di tutto il mondo, giudicate dai tecnici internazionali più quotati e nel mese di Maggio si svolgono concorsi “la rosa più bella del mondo” (anche per la rosa più profumata).
LEGGENDA
Sono molte le leggende che si ispirano al parco di Monza, ma qui di seguito vorremmo riportarvi quella che più ci ha affascinato.
- Per tentare di scorgerne l’ombra avanzare lenta e composta tra gli alberi secolari del parco di Monza, il passo pesante e lo sguardo leggero, schivo, forse indifferente, uscito da chissà dove per ritrovare la sua lampada naturale appesa di nuovo al cielo, occorre aspettare che cada il silenzio. Dopo che si saranno spenti i motori del gran premio di formula uno e le luci artificiali e dopo che i turisti saranno usciti dal parco. Ecco! il gigante del parco di Monza uscirà dal suo nascondiglio per andare a sedersi alle spalle di villa Mirabello, sulla sua sedia enorme con la sua enorme scrivania illuminata dal biancore della luna piena. Per scrivere una storia.
Questa leggenda si racconta attorno al parco di Monza, dopo aver installato nel 2005 l’opera di Giancarlo Neri “Lo scrittore”. Si narra che si stato il gigante a trasportare il tavolo e la sedia per godersi la notte al chiaro di luna. L’opera, come spiega lo stesso Neri, “celebra la solitudine dello scrittore”, simboleggiando il processo creativo della scrittura, che “obbliga” ad un isolamento totale del mondo esterno. Collocando Lo Scrittore negli spazi aperti dei parchi cittadini. L’opera annulla i limiti imposti degli spazi espositivi, e si inserisce armoniosamente in luoghi di frequentazione quotidiana, instaurando un legame profondo con la natura circostante.
VILLE CASCINE MULINI E PONTI
Gli edifici costruiti all’interno del Parco di Monza costituivano un sistema di infrastrutture agricole e tecniche destinate alla coltivazione dei fondi e alla loro manutenzione.