I GHIACCIAI – UN PATRIMONIO NATURALISTICO A TERMINE

Puoi scalarli, fare escursioni o semplicemente ammirarli meravigliato, ma non potrai fare a meno di sentire l’enorme e indomita forza che si sprigiona da essi. Eppure, nonostante la loro immensa potenza, sono fragili. Come saprai, a causa dei cambiamenti climatici, i ghiacciai si stanno rapidamente sciogliendo.   

  1. La perla bianca della Valmalenco (SO)

Il Ghiacciaio del Ventina, una bellissima perla bianca incastonata tra il Monte Disgrazia e il Monte Cassandra. Il ghiacciaio sorge sopra i 3.500 metri e scendendo verso la Valle Ventina è possibile vedere le cime più belle della zona. Fino a 130 anni fa il Ghiacciaio del Ventina arrivava fin dove oggi sorgono i due rifugi. Oggi è semplicemente un puntino lontano in cima alla morena.

2. L’Islanda del Nord Italia (SO)

Avete capito bene, il Ghiacciaio Fellaria assomiglia a una piccola laguna islandese punteggiata da tanti piccoli iceberg. Sorge sopra i 3.500 metri nel deserto ghiacciato dell’Altopiano di Fellaria, da dove si possono ammirare alcune delle più importanti cime del Gruppo del Bernina. Nel 1850 il Ghiacciaio Fellaria si estendeva per circa 23 chilometri quadrati fino a scendere a quota 2.100 metri, mentre oggi la sua estensione si è ridotta a circa 9 chilometri quadrati e il fronte si è spaccato in due.

3.Il Ghiacciaio delle Tredici Cime (SO)

Il Ghiacciaio dei Forni fa da cornice alla omonima valle dei Forni, che prende il via a pochi chilometri dal centro di Santa Caterina di Valfurva. Le famose “tredici cime” fanno da contorno al ghiacciaio che incombe sulla valle. Il sentiero di fondo valle, partenza ideale anche per passeggiate in quota, è percorribile sia a piedi che in mountain bike. Nella valle numerose sono le specie di animali selvatici presenti che i visitatori potranno osservare, a partire dalle tante marmotte coi loro caratteristici fischi di richiamo o dai rapaci che volteggiano nel cielo. Dal 1887 la superficie si è ridotta della metà e il fronte si è ritirato di 3 km.

4.     Il Ghiaccio rosso (SO)

Geologicamente è il luogo dove si incontra il granito del Plutone del Masino e le serpentiniti della Valmalenco, che fanno assumere alle pareti rocciose un colore rossastro da cui il nome Predarossa. Sul colore di questo ghiacciaio una leggenda narra che l’intera valle era occupata da pascoli rigogliosi e da boschi bellissimi, ma l’egoismo dei pastori, che non vollero accogliere Cristo che si presentò loro nelle vesti di un umile mendicante, attirò su di loro la terribile punizione divina: dal fianco del Sasso Arso e dei Corni Bruciati cadde sugli sventurati una pioggia di massi infuocati, e da allora la valle assunse l’aspetto attuale, dominato dalla tonalità rossastra, che ricorda l’immane incendio.

5. Il profilo ad U (BS)

L’ampio profilo a U del Passo Gavia testimonia l’immane lavoro compiuto dal Ghiacciaio dello Sforzellina nel creare questo paesaggio d’alta quota, popolato da animali e vegetali che si sono adattati ai rigori climatici e alla brevissima stagione estiva. Dal 1987 è stata misurata una riduzione di spessore complessiva di 30 metri.

Il nostro è un invito ad andare a vedere questi bellissimi patrimoni dell’umanità prima che scompaiano del tutto. Collezionate foto e mostratele ai posteri, che forse non avranno la possibilità di vederli.

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